Il ciclo dell'azoto

Conoscere il ciclo dell'azoto significa capire come funziona un acquario.

Si tratta di un processo aerobico, in quanto avviene in ambienti ossigenati: tanto maggiore è il suo valore, tanto più veloce sarà la reazione.

Di qui l'importanza di avere un acquario correttamente ossigenato, i batteri nitrificatori non operano in ambienti anaerobici.

Ecco sinteticamente in cosa consiste il ciclo dell'azoto: le varie sostanze organiche presenti in acquario (foglie marce, residui di cibo, deiezioni dei pesci,...) inquinano l'acqua; i batteri nitrificatori provvedono a decomporre tali sostanze prima in ammonio/ammoniaca (NH4/NH3), poi in nitriti (NO2) ed infine in nitrati (NO3).

Tanto l'ammonio/ammoniaca (NH4/NH3) quanto i nitriti (NO2) sono letali per i pesci, il loro valore (in un acquario in cui il ciclo dell'azoto si svolge correttamente) deve sempre essere pari a zero.

I nitrati sono nocivi solo se superata una certa concentrazione (sarebbe bene non superare il valore di 15 mg/l); i nitrati vengono in parte utilizzati dalle piante come nutrimento, e in parte si accumulano in acqua. I batteri nitrificatori non sono in grado di decomporli ulteriormente e se non consumati tutti dalle piante tendono ad accumularsi pericolosamente: è questo il motivo per cui bisogna procedere con cadenza regolare (ogni 7-10 giorni) a piccoli cambi di acqua (il cui quantitativo ottimale sarà soggettivo di ogni acquario, sulla base dei nitrati constatati).
In acquari ben maturi, avviati da diversi anni, si potrebbe creare un equilibrio per cui non è più necessario effettuare cambi di acqua (ma solamente rabboccare con acqua di osmosi in caso di evaporazione).

Articolo curato da Ilaria Tarquini e revisionato da Silvio Celletti