Anguillole dell'aceto


I Turbatrix aceti, note come anguillole dell'aceto, sono dei piccoli vermi della famiglia dei Nematodi lunghi circa 2 mm.


Il nome deriva dal fatto che tali vermi si nutrono della flora batterica (Acetobacter aceti) che si forma a seguito della fermentazione di zuccheri, processo che da luogo ad un liquido alcolico, trasformato in acido acetico mediante ossigeno dagli stessi batteri. Quindi le anguillole vivono, si alimentano e si riproducono in aceto ove è in atto un fenomeno di fermentazione.
Esse vengono comunemente utilizzate come cibo vivo minuto per piccoli pesci o avannotti, in virtù della semplicità e del ridotto costo con cui può essere avviata una coltura.


Prima di raccontarvi la mia esperienza è bene accennare ai valori nutrizionali di questo alimento. Le anguillole sono costituite per circa un 40% di lipidi, un 20% di proteine e il restante acqua ed altro. Hanno quindi un contenuto grasso molto elevato, fattore che non le rende idonee ad una somministrazione ripetuta, bensì ad una tantum (1 o 2 volte a settimana).


Per avviare una coltura sono necessari i seguenti materiali (foto in alto):
• una brocca a collo stretto con uno svaso superiore;
• aceto di mele;
• acqua di rubinetto e di osmosi;
• 1 o 1/2 mela (dipende dalla grandezza del vostro contenitore) ben lavata, tagliata a cubetti;
• lana perlon;
• un inoculo di anguillole che vi è stato fornito da un altro acquariofilo;
• una siringa senza ago;
• una garza.

Prima di procedere al riempimento della brocca con i nostri materiali è necessario conoscere la sua capienza fino a qualche centimetro al di sotto della strozzatura, per cui fate delle prove con acqua ed un misurino di liquidi. Chiamerò tale capienza "X".




Eseguita questa operazione si può procedere nel seguente modo (vedi anche la galleria alla fine dell'articolo):
1. versare nella brocca il 50% di X di aceto di mele (foto 1);


2. versare nella brocca il 50% di X di acqua di rubinetto (foto 2);


3. inserire l'inoculo di anguillole (foto 3);


4. inserire la mela a cubetti (foto 4);
5. inserire un pezzo di lana perlon nella strozzatura a pelo del nostro liquido a base di aceto (foto 4);
6. versare lentamente dell'acqua (meglio di osmosi) nella zona superiore (foto 4).


7. coprire la brocca con una garza... altrimenti i moscerini faranno festa! (foto 7)



Dopo qualche giorno vedrete che le anguillole si sono radunate nella zona superiore della brocca (foto in fondo), già dopo 2-3 settimane potete iniziare a prelevare i primi pasti per i vostri pesci, aspirando le anguillole con una siringa senza ago. Ovviamente dopo il prelievo dovrete raboccare la zona superiore con sola acqua di osmosi.
La zona da cui preleviamo le anguillole, sebbene sia trasparente, non è costituita di sola acqua, ma anche da una piccola percentuale di aceto. Per cui, per diluire ulteriormente il quantitativo di aceto, io preparo mezzo bicchiere di acqua di osmosi, con la siringa senza ago prelevo tale acqua per metà o 2/3 del suo contenuto, mentre la parte restante la riempio di anguillole, infine inietto il contenuto in acquario. Ripeto l'operazione a seconda della quantità del pasto che mi sono prefissata.


Le anguillole si riproducono più velocemente nella zona di acqua e aceto, perciò dato che la maggior parte di esse sono attratte nella zona superiore di acqua, mentre nel corpo della bottiglia ne restano poche, per averne un quantitativo sempre elevato sarebbe opportuno:
• o togliere la lana perlon qualora per un lungo periodo non si intendano somministrare ai pesci.
• oppure,qualora i prelievi siano regolari e abbondanti, organizzarsi con due brocche: una con la lana da cui si preleva, ed una senza lana lasciata a riposo. Ed invertire le due brocche dopo un mese.
• se i prelievi sono regolari (per cui risulterebbe scomodo togliere e mettere la lana) ma di ridotta entità, si può lasciare la lana nella bottiglia.
La brocca non va esposta esposta a luce solare diretta, meglio un luogo ombreggiato, non necessita di riscaldamento (le anguillole sono in grado di vivere a molti gradi sotto zero, ovviamente le riproduzioni si riducono).

Infine, è necessario far ripartire la coltura dopo 3-4 mesi, in quanto quando il processo di fermentazione si esaurisce, termina anche la proliferazione batterica e con lei la riproduzione delle anguillole.

Articolo scritto da Ilaria Tarquini e revisionato da Silvio Celletti