Le 15 specie di Pseudomugil e il loro habitat

Famiglia: Pseudomugilidae


Specie:
• Mellis
• Paskai
• Tenellus
• Ivantsoffi
• Pellucidus
Gertrudae
• Reticulatus
Furcata
• Novaeguineae
• Connieae
• Paludicola
• Cyanodorsalis
• Inconspicuus
• Majusculus
• Signifer


Provenienza: Australia e Nuova Guinea.

Habitat: gli Pseudomugil sono una famiglia che presenta diverse varietà, note con il nome di “Popondette” derivante dal luogo, una città della Nuova Guinea (Popondetta), nel quale vennero scoperte.
Gli Pseudomugil vivono in Australia e Nuova Guinea, in ambienti diversissimi fra loro, caratterizzati da acque salmastre o dolci, acide o alcaline, dure o tenere.

Schematicamente gli habitat di questi bellissimi pesci possono essere così riassunti:

A) La laguna è un bacino costiero separato dal mare da un cordone litoraneo, caratterizzato da acqua salmastra stagnante. Le Popondette abitano lagune di acqua limpida (non quelle di acque torbide), coperte da piante galleggianti, attorniate da una lussureggiante vegetazione.

B) Il Billabong è un tipico laghetto australiano che si forma quando il corso di un fiume cambia,lasciando dietro di se una pozza d’acqua stagnante collegata al fiume stesso da un piccolo corso d’acqua.
Le Popondette vivono nei Billabong d’acqua limpida sia salmastri, presso le coste (caratterizzati da acqua alcalina e dura), sia di cosiddetta “acqua nera”. Questi ultimi non vanno confusi con l’acqua torbida, caratterizzata da fanghiglia, bensì si tratta di acqua tinta di scuro per via di un prolungato contatto con materiale organico (principalmente foglie e legni), ricca di tannini, quindi acida e tenera.
I Billabong presentano piante galleggianti ed emerse, generalmente si trovano nel mezzo di una fitta vegetazione.

C) I corsi d’acqua della foresta pluviale sono all’ombra di una fitta vegetazione, presentano acqua limpida, forte corrente e assenza di vegetazione galleggiante.

D) Le foreste di mangrovie si trovano nelle zone costiere soggette periodicamente a mareggiante, sicché l’acqua marina ciclicamente le allaga per poi ritirarsi parzialmente. È per questo motivo che la maggior parte delle mangrovie hanno sviluppato un apparato radicale robusto e ramificato, con lo scopo di sollevare il tronco dall’acqua. È in questo labirinto di radici che le Popondette vivono.

Durante la stagione delle piogge l’acqua salmastra tipica di queste foreste diviene dolce per effetto della diluizione dell’acqua piovana.

Comportamento: si tratta di pesci vivacissimi e gregari, per questo si consiglia si allevare un gruppetto di almeno 8 esemplari, prestando attenzione al rapporto maschi:femmine di 1:3.

Alimentazione: si tratta di pesci che accettano qualsiasi tipo di cibo, tuttavia, per avere livree vivaci, è necessario variare l’alimentazione il più possibile (cibo secco, surgelato, vivo, vegetale,…).

Dimorfismo sessuale: i maschi, rispetto alle femmine, presentano una colorazione più vivace e pinne più lunghe e appariscenti, visibili, in particolare, durante il corteggiamento, quando vengono tese in tutta la loro bellezza.

Riproduzione: gli pseudomugil non stabiliscono coppie fisse, bensì i maschi effettuano un continuo corteggiamento delle femmine, che termina con l’affiancamento dell’uno all’altra (momento in cui viene effettuata la fecondazione).
A seguito di questa danza nuziale vengono deposte le uova che si schiuderanno dopo 10-13 giorni.
Si tratta di pesci molto prolifici, tuttavia le nascite sono tenute a bada dall'abitudine dei conspecifici (genitori stessi) e altri eventuali pesci presenti in acquario, di mangiare le uova.
Per cui, chi volesse dedicarsi alla riproduzione degli Pseudomugil, dovrebbe disporre di una vasca a parte.

Allestimento dell'acquario: l’acquario dovrebbe essere di almeno 80 litri, ben piantumato, lasciando però una zona libera per il nuoto (essendo pesci in continuo movimento), con vegetazione galleggiante. E' importante avere un buon impianto filtrante ed effettuare la manutenzione della vasca,in quanto gli Pseudomugil sono particolarmente sensibili all'inquinamento.
Per i parametri dell’acqua ho preparato una scheda che segue, alla quale rimando.

Articolo scritto da Ilaria Tarquini