La vasca V

Il V becken o vasca V è una particolare tecnica che permette la riproduzione continua di molte specie di pesci, senza il bisogno di dover allestire una vasca da riproduzione nella quale con periodicità  trasferire i riproduttori per ottenere prole. Particolarmente indicata per molti piccoli pesci ovipari (riproduzione attraverso uova), la vasca V è un metodo davvero intelligente per evitare di dover maneggiare continuamente i riproduttori.  L’utilizzo di questa tecnica diminuisce il rischio di fallire a causa dello stress indotto dal trasferimento da una vasca all’altra dei pesci adulti e permette di avere riproduzioni costanti  con un basso rischio di predazione delle uova da parte dei riproduttori stessi. Ultimo ma non meno importante, l’utilizzo di questa tecnica permette di avere un acquario  ornamentale piacevole alla vista, nulla a che vedere rispetto alla classica vasca da riproduzione.

 

Ma come funziona la vasca V? il funzionamento della vasca V è davvero semplice, come potete vedere nell’immagine sottostante due lastre di vetro o plexigass vengono posizionate a circa due terzi dell’ampiezza della vasca a formare un cuneo a V, tra le due lastre è presente una fessura di 2-3 mm. La porzione maggiore della vasca sarà dedicata ad ospitare i riproduttori mentre dietro il cuneo verrà posizionata una spugna con pompa di ricircolo come da immagine. L’acqua fluisce dalla vasca grande in quella piccola attraverso il cuneo a V, filtrata dalla spugna e pompata nuovamente nella vasca grande per ricominciare il ciclo. 

 

Una volta inserito il gruppo di adulti, nell’arco di breve tempo inizieranno le deposizioni. Gli avannotti appena nati verranno spinti dalla corrente e finiranno dietro il cuneo, luogo inaccessibile agli adulti. In alternativa le uova prodotte in prossimità del cuneo verranno spinte dalla forte corrente dietro questo, dove potranno schiudersi e crescere senza alcun pericolo. A questo punto si possono rimuovere gli avannotti e metterli in una vasca di accrescimento oppure creare un ambiente idoneo alla loro crescita direttamente in questa porzione di acquario per esempio attraverso l’utilizzo di muschio e catappa e somministrazione giornaliera di naupli d’artemia ed infusori.

 

Eccovi una lista delle specie con cui questa tecnica ha funzionato:

  • Boraras brigittae
  • Boraras maculatus
  • Boraras micros
  • Danio margaritatus
  • Danio Margaritatus
  • Devario Sondhii
  • Hyphessobrycon amandae
  • Nannostomus morthentaleri
  • Odontocharacidium aphanes
  • Rasbora vaterifloris
  • Sundadanio axelrodi
  • Nannostomus morthentaleri
  • Trigonostigma somphongsi
  • Oryzias mekongensis

Pesci con cui questa tecnica non ha portato al successo: Dario dario, Nannostomus espei, Rasbora dorsiocellata

Consigli utili:

E’ consigliato avere un acquario con almeno 50 litri in totale,  la presenza di muschio o di qualsiasi substrato utile alla riproduzione alla fine del cuneo aumenta il numero di deposizioni nell’area di interesse cioè dove le uova verranno portate nella parte sicura dell’acquario da parte della corrente.  Sembra che la soluzione ideale sia quella di non superare i 4 o 5 individui adulti che una volta introdotti metteranno alla luce i primi avannotti in circa due settimane,  alimentando con infusori gli avannotti la resa aumenta. Si consiglia di rimuovere settimanalmente gli avannotti che sono  dietro il cuneo evitando cannibalismo da parte dei più grandi. L’utilizzo di un ghiaino dal colore scuro come fondo aumenta le possibilità di riproduzione per molti pesci altrimenti disturbati dai riflessi della luce. Una dieta varia ed equilibrata aumenta esponenzialmente le riproduzioni. In molti casi l’utilizzo di torba e catappa per ambrare e acidificare l’acqua è altamente consigliato.

Articolo scritto da Silvio Celletti